Un Viaggio nel Paese del Sol Levante: lo shibori con tinture naturali legate all’ecoprint.
Come abbiamo visto già nell’articolo precedente, lo Shibori è una delle tecniche di tintura più affascinanti e antiche, conosciuta soprattutto per la sua profonda connessione con l’indaco.
Sebbene sia celebre per le sue sfumature blu intense, questa tecnica giapponese può essere applicata però, con una vasta altra gamma di tinture naturali, offrendo infinite possibilità creative e sostenibili, anche legate all’ecoprint.

L’ INDACO: IL RE DELLO SHIBORI

Se parliamo di shibori certo, non possiamo non menzionare l’indaco.
L’indaco è senza dubbio infatti, il colore più emblematico dello Shibori.
Estratto da piante come Indigofera tinctoria e Persicaria tinctoria, viene utilizzato per tingere i tessuti con tonalità che vanno dall’azzurro chiaro al blu profondo.
Come sappiamo, la magia dell’indaco sta nel suo processo di ossidazione: il tessuto, inizialmente verde, si trasforma in blu, una volta esposto all’aria.
MA LO SHIBORI NON E’ SOLO INDACO
Sebbene però, l’indaco sia il colore più iconico dello shibori, questa tecnica può essere utilizzata decisamente, anche con altre tinture naturali e questo ci apre un mondo di possibilità cromatiche.

Dalle tonalità calde e avvolgenti del giallo e dell’arancione, ai verdi delicati e rilassanti, fino ai viola intensi.
Tra le tante possibilità, oggi vi mostro il colore giallo, estratto dai fiori di acetosella.
Credo però che questo tessuto, così tinto, vorrò immergerlo nell’indaco, per ottenere un bel verde brillante, visto che con altre estrazioni, la brillantezza del verde, è un po’ difficile da ottenere.
UN’ ARTE CHE SI TRAMANDA DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE
Lo shibori è molto più di una semplice tecnica di tintura.
È un’arte che si tramanda di generazione in generazione, un legame con la tradizione e la cultura giapponese.
Ancora oggi, alle giovani donne che decidono di sposarsi con l’abito tradizionale, viene consegnato come augurio di buona sorte un fazzoletto tinto con la tecnica dello shibori.
Le future spose hanno il compito di custodirlo nella cintura (obi) che tiene chiuso il kimono, per tutta la durata del rito nuziale.
Un gesto che celebra l’unione e la prosperità.
LO SHIBORI CON TINTURE NATURALI ED ECOPRINT
L’uso delle tinture naturali, può essere arricchito con tecniche decorative come lo shibori, ma anche con l’ecoprint.

I due metodi, uniti insieme, permettono di creare pattern unici sui tessuti.
Ad esempio, è possibile prima, utilizzare la tecnica dello shibori per creare un motivo su un tessuto, quindi poi, utilizzare, in un secondo passaggio, l’ecoprint per aggiungere dettagli e colori.
In questo modo, si possono ottenere risultati sorprendenti, con motivi che combinano l’eleganza dello shibori e la bellezza naturale dell’ecoprint.
Adoro le due tecniche miscelate insieme perché si possono creare design che hanno un potenziale creativo incredibile.
Si possono utilizzare fiori e foglie di diverse forme e colori per creare un ecoprint che si fonde con un motivo shibori geometrico o astratto.
Oppure si i possono creare design personalizzati che riflettono il proprio stile e la propria creatività.
TECNICHE COMBINATE
Shibori come base per l’ecoprint: Si può utilizzare lo shibori per creare un motivo di base sul tessuto, come righe, pois o disegni geometrici.
Successivamente, si può applicare l’ecoprint per aggiungere dettagli e colori all’interno delle aree create dallo shibori.
In questo modo, le foglie e i fiori utilizzati nell’ecoprint si integrano armoniosamente con il motivo shibori, creando un effetto visivo dinamico e interessante.
Ecoprint come punto di partenza per lo shibori: In alternativa, si può iniziare con l’ecoprint, creando un’impronta naturale sul tessuto. Successivamente, si utilizza lo shibori per “disegnare” sopra l’ecoprint, legando o piegando il tessuto in modo strategico.
In questo modo, si possono creare motivi shibori che interagiscono con le forme e i colori dell’ecoprint, creando un contrasto affascinante tra l’ordine e il caos.
Shibori ed ecoprint a strati: Per un effetto ancora più complesso, si possono alternare le due tecniche, creando strati di shibori ed ecoprint.
Ad esempio, si può iniziare con uno shibori, tingere il tessuto, quindi applicare l’ecoprint e tingere nuovamente. Questo processo può essere ripetuto più volte e pur se molto più lungo, potrà creare un design, ricco di dettagli e sfumature.
CONSIGLI CREATIVI
Sperimentare con i colori: Sono tante le tinture naturali che si possono utilizzare per tingere i tessuti, prima o dopo aver applicato lo shibori e l’ecoprint.
Infatti si possono creare combinazioni di colori, uniche e inaspettate.
Per me è bellissimo e veramente divertente giocare con le forme e le dimensioni, sia delle foglie, che con le diverse tecniche di legatura e piegatura dello shibori, per ottenere motivi vari e originali.
Su uno stesso pezzo poi, ci si può tornare sopra più volte per aggiungere dettagli.

Infine gioca con le sovrapposizioni, quindi prova ad applicare diverse tinture naturali sullo stesso tessuto, per ottenere sfumature più complesse e interessanti.
Complimenti Carla! È tutto bellissimo io ho iniziato da poco Ecoprinting ma spero presto poter seguire uno dei tuoi splendidi corsi grazie per le tue condivisioni
Ciao Alessandra, grazie, spero di conoscerti presto allora. Il prossimo corso ad aprile sull’indaco, shibori ed ecoprint.