Ecoprint e riciclo nell’economia circolare

Dove si incontrano l’ecoprint e il riciclo nell’economia circolare ?
Inizio subito questo articolo, con una domanda,  ancor prima di darvi il bentrovati !
Io penso, ormai da molti anni, che l’ecoprinting e il riciclo, dimostrano, che la creatività può essere un motore, per avere un cambiamento positivo nel nostro pianeta.
Durante l’estate ho fatto tante riflessioni su questo argomento e come spesso accade, le deduzioni sono, per me, sempre le stesse: usare tessuti o oggetti riciclati come base per l’ecoprinting è un modo per unire l’arte alla sostenibilità.
A questo punto, un vecchio lenzuolo può diventare una creazione botanica, molto particolare.
Ricercando tra le mie foto, infatti, mi è apparso un cappello, realizzato, appunto, utilizzando un vecchio lenzuolo che aveva al tatto, una mano morbida e adatta all’uso.
Certamente le varie tecniche, tra cui gli inchiostri naturali, l’ecoprint e il cucito, lo hanno trasformato.  Nasce però, come vi dicevo,  da un vecchio lenzuolo, che ho mordenzato appositamente.

Ecoprint e riciclo

Il mio approccio al consumo, da quando stampo con le piante e tingo con i colori naturali, devo dire che è cambiato !

RICICLO CREATIVO : TRASFORMARE IL VECCHIO IN NUOVO

Stampare foglie e fiori su materiali riciclati, ad esempio come carta o cartone, può trasformare il comune, in qualcosa di straordinario.
Uno dei miei consigli infatti, è proprio quello di trasformare il vecchio in nuovo.
Trasformiamo allora vecchie magliette o vecchi tessuti in borse, cercando di reinventare gli oggetti e i materiali esistenti.
Possiamo così trasformare una sedia vintage, in un capolavoro tutto nostro, oppure rivestire una vecchia lampada e creare un’atmosfera tutta particolare.

Nella foto qui sotto ho dato nuova vita a un vecchio centrino, stampando una gerbera in ecoprint.
Solo così riusciremo a ridurre i rifiuti, dando vita a pezzi unici con una storia sicuramente, tutta da raccontare.

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Tintura con elicriso e stampa in ecoprint

Voglio dedicare questo articolo, alla tintura con elicriso e alla sua stampa in ecoprint.
L’elicriso è  una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae  dove annovera numerose specie.
Il suo nome scientifico è Helichrysum italicum, ma è conosciuto anche, come l’erba del sole,  fiore d’oro, o erba liquirizia.
Il suo nome, infatti, deriva dal greco e precisamente dalle parole  “helios” che significa “sole” e “chrysos” che significa “oro”.
Il nome fa sicuramente riferimento ai suoi capolini che quando fioriscono, hanno brillanti infiorescenze gialle.

Fiori di elicriso

IL SUO HABITAT

L’elicriso cresce principalmente nelle regioni mediterranee.
Il suo habitat naturale infatti, comprende paesi come l’Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia e l’Albania.
In Italia si trova soprattutto al centro-sud, è raro sulle Alpi, mentre è molto diffuso in Sardegna, dove è chiamato l’oro di Sardegna.
Sull’isola si trovano diverse varietà di elicriso sardo.
Può essere però coltivato, anche in altre regioni con un clima simile al mediterraneo, come parti della California e dell’Australia meridionale.
L’elicriso si adatta a vari tipi di terreno, ma preferisce suoli ben drenati e sabbiosi.
Può essere trovato in diversi habitat, tra cui prati, macchie, arbusteti e pendii rocciosi.
La pianta è tollerante alla siccità e prospera in zona con un clima mediterraneo caratterizzato da estati calde e secche e inverni miti.

USO FARMACEUTICO E COSMETICO

La medicina popolare sfrutta le proprietà dell’elicriso già da molto tempo.
L’uso farmaceutico dell’Elicriso infatti, risale alla medicina greco-romana.
Le sue proprietà medicinali sono l’attività antinfiammatoria, decongestionante, antiallergica, balsamica ed espettorante, tanto che viene chiamata anche “erba respiro“.
In cosmetica gli estratti di Elicriso vengono utilizzati all’interno dei prodotti cosmetici per la pelle particolarmente desquamata. Favorisce infatti il naturale equilibrio della cute arrossata e secca.  E’ inoltre, un rimedio naturale per dermatiti, eczemi, pelle irritata e scottature.
I costituenti principali sono i Flavonoidi  e il suo olio essenziale è ricco di nerolo, acetato di nerile, tannino, geraniolo, eugenolo . Leggi tutto “Tintura con elicriso e stampa in ecoprint”

La santolina

La santolina, il cui nome scientifico è Santolina chamaecyparissus, nota anche come crespolina, è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.
Ne ho una pianta proprio sotto casa, in una aiuola, quindi chiaramente ho voluto, già anni fa, provarla.
Grazie al suo fogliame argentato e ai suoi fiori gialli, la santolina è infatti,  spesso coltivata come pianta ornamentale in giardini rocciosi, bordure e aiuole.
Aggiunge direi, un tocco di colore e una texture interessante all’ambiente in cui si trova.

Fiori di santolina

ALCUNE CURIOSITA’ SULLA SANTOLINA

Le foglie della santolina emettono un profumo aromatico simile a quello del pino e della camomilla. Questo aroma è particolarmente rilasciato quando le foglie vengono strofinate o schiacciate.
Le sue foglie inoltre, hanno  ottime proprietà repellenti e sono in grado di tenere alla larga zanzare, mosche e parassiti, quindi è utilizzata proprio come forma di controllo naturale degli insetti. Leggi tutto “La santolina”

La rosa canina

Nel mese di maggio, non potevo non parlare delle rose e oggi in particolare vi parlerò della rosa canina.
Maggio infatti, è considerato il mese delle rose e della loro fioritura.
La rosa canina, nota anche come rosa selvatica o rosa di macchia, è una specie di rosa che fiorisce in primavera .
Come dicevo, è considerata una specie selvatica e può incrociarsi con altre specie di rose. Questo ha portato a una grande varietà di ibridi e cultivar di rose nel corso degli anni.

Fioritura di rosa canina

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, ed è una pianta arbustiva.
È originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa settentrionale ed è ampiamente coltivata per i suoi fiori e i suoi frutti.
Si adatta a una varietà di habitat, inclusi boschi, arbusteti, prati e aree costiere.

DESCRIZIONE DELLA PIANTA

La rosa canina è un arbusto che può raggiungere un’altezza compresa tra uno e tre metri. Ha rami spinosi e foglie composte di colore verde scuro, composte da cinque-sette foglioline seghettate. I fiori sono solitamente di colore rosa pallido o bianco, qui ho trovato invece una bellissima varietà sul rosso.
Ha cinque petali delicati e numerosi stami. Le varietà coltivate possono avere infatti, fiori di diversi colori e dimensioni.
Fiorisce in primavera e in estate, creando appunto, un bellissimo spettacolo floreale.

I BENEFICI DELLA ROSA CANINA SULLA SALUTE

I  frutti della rosa canina, i cinorrodi, sono una fonte ricca di vitamina C, di antiossidanti e di altre sostanze nutritive.
Grazie al loro contenuto di vitamina C, i cinorrodi, possono sostenere il sistema immunitario, promuovere la salute delle vie respiratorie e migliorare l’assorbimento del ferro nel corpo. Sono anche associati a proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Bacche di rosa canina
Possono essere consumati freschi o utilizzati per preparare tè, marmellate e sciroppi.
In cucina, sia i cinorrodi che i petali dei fiori, possono essere utilizzati per decorare dolci, insalate e bevande, donando un tocco di colore e un aroma delicato.

Per la cura della pelle, spesso viene usato l’olio di semi di rosa canina.
E’ ricavato dai frutti ed è ampiamente utilizzato nell’industria cosmetica per le sue proprietà idratanti, lenitive e antietà.
È infatti spesso presente in creme, lozioni e oli per la cosmesi. Leggi tutto “La rosa canina”

La margherita del tintore

La Margherita del tintore, conosciuta anche come Camomilla del tintore o Cota tinctoria, è una pianta annuale originaria del Nord America, che è stata utilizzata fin dall’antichità per la sua capacità di produrre coloranti naturali.
La pianta della Margherita del tintore è caratterizzata da piccoli fiori gialli che crescono in gruppi e da foglie verde scuro.
È la parte superiore della pianta, ovvero i fiori e le foglie, che vengono utilizzati per la produzione di coloranti naturali e per la stampa in ecoprint.

fiore della margherita del tintore

LA SUA DIFFUSIONE

Venne introdotta in Europa dai Romani e da allora è stata ampiamente coltivata un po’ ovunque.
La sua popolarità come fonte di colorante naturale, è in parte dovuta al fatto che appunto, è facile da coltivare e può essere raccolta più volte durante la stagione di crescita. Fiorisce infatti da maggio a settembre.
Questa quindi è la stagione in cui si trova facilmente.
E’ strano  come a volte, passi e ripassi,  durante le passeggiate in un posto e non la noti, poi all’improvviso ne vedi una in fiore e girando lo sguardo attorno, nella zona, ne incontri prati interi.prato di Cota tinctoria

Questo è quello che è successo a me giorni fa, proprio vicino casa, in una parte di prato un po’ più incolta. Leggi tutto “La margherita del tintore”