Lo shibori con tinture naturali ed ecoprint

Un Viaggio nel Paese del Sol Levante: lo shibori con tinture naturali legate all’ecoprint.
Come abbiamo visto già nell’articolo precedente, lo Shibori è una delle tecniche di tintura più affascinanti e antiche, conosciuta soprattutto per la sua profonda connessione con l’indaco.
Sebbene sia celebre per le sue sfumature blu intense, questa tecnica giapponese può essere applicata però, con una vasta altra gamma di tinture naturali, offrendo infinite possibilità creative e sostenibili, anche legate all’ecoprint.

Shibori con tintura di eucalipto più ecoprint
Shibori con tintura naturale più ecoprint

L’  INDACO: IL RE DELLO SHIBORI

Shibori con indaco prima dell'ossidazione
Shibori con indaco prima dell’ossidazione

 

Se parliamo di shibori certo, non possiamo non menzionare l’indaco.
L’indaco è senza dubbio infatti,  il colore più emblematico dello Shibori.
Estratto da piante come Indigofera tinctoria e Persicaria tinctoria, viene utilizzato per tingere i tessuti con tonalità che vanno dall’azzurro chiaro al blu profondo.

Come sappiamo, la magia dell’indaco sta nel suo processo di ossidazione: il tessuto, inizialmente verde, si trasforma in blu, una volta esposto all’aria.

MA LO SHIBORI NON E’ SOLO INDACO

Sebbene però,  l’indaco sia il colore più iconico dello shibori, questa tecnica può essere utilizzata decisamente, anche con altre tinture naturali e questo ci apre un mondo di possibilità cromatiche.

shibori e tintura naturale di avocado
shibori e tintura naturale

Dalle tonalità calde e avvolgenti del giallo e dell’arancione, ai verdi delicati e rilassanti, fino ai viola intensi.
Tra le tante possibilità, oggi vi mostro il colore giallo, estratto dai fiori di acetosella.

Shibori con acetosella

Credo però che questo tessuto, così tinto, vorrò immergerlo nell’indaco, per ottenere un bel verde brillante, visto che con altre estrazioni, la brillantezza del verde, è un po’ difficile da ottenere.

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Tintura con fiori di acetosella

Chi si occupa di tintura, sa quanto sia importante scegliere fonti di tintura sostenibili e rispettose dell’ambiente.
Una delle opzioni più interessanti, in questo periodo dell’anno è rappresentata dalla tintura con i fiori gialli di acetosella, una pianta selvatica diffusa in molte parti del mondo.
In questo articolo, ti spiegherò tutto, sulla tintura con i fiori di acetosella, dalla raccolta alla preparazione e al suo utilizzo.

LA RACCOLTA DEI FIORI
E’ importante raccogliere i fiori di acetosella al momento giusto.
I fiori sbocciano in primavera e in estate, quindi, di conseguenza,  è necessario pianificare la loro raccolta perché poi, potremmo non trovarli più.

Questa pianta selvatica, ha foglie a forma di cuore e piccoli fiori gialli, ed è particolarmente indicata, appunto,  per la tintura di tessuti in lana e seta, ma assolutamente anche per le fibre vegetali.
Non dobbiamo confonderla con i fiori del trifoglio, perché hanno foglie simili.
In generale, comunque, le foglie delle piante sono una delle caratteristiche principali, utilizzate per identificare e distinguere le diverse specie.

Il suo nome scientifico è  Oxalis acetosella e  deriva dalla grande quantità di acido ossalico contenuto nelle foglie.

fiori di acetosella

TINTURA CON FIORI DI ACETOSELLA
Per ottenere, una tintura di buona qualità, è necessario raccogliere una grande quantità di fiori, circa cinquecento grammi per ogni chilo di tessuto che si vuole tingere.
Metti i fiori in una pentola e coprili con acqua. Fai scaldare l’acqua e poi abbassa la fiamma, lasciando macerare i fiori per circa quarantacinque minuti. A questo punto, lascia raffreddare la tintura per circa 24 ore.

in pentola per ricavare la tintura Leggi tutto “Tintura con fiori di acetosella”